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La consigliera di parità ha compiti di controllo del rispetto della normativa antidiscriminatoria e di promozione delle pari opportunità.
Favorisce l’occupazione femminile in tutti i settori lavorativi; rileva le discriminazioni di genere, anche mediante l’intervento del servizio ispettivo del lavoro, favorisce azioni risolutive a riguardo, per poi verificarne la loro attuazione.
Diffonde la conoscenza e lo scambio di buone prassi, consigliando aziende ed enti pubblici ad individuare tutte quelle azioni che possano valorizzare e promuovere la presenza femminile favorendo politiche di conciliazione tra famiglia e lavoro, progetti di formazione e orari flessibili.
Ella intraprende azioni positive cioè fornisce interventi, realizzabili in ambito territoriale o lavorativo, che hanno lo scopo di eliminare le disparità per le donne nell'accesso al lavoro, nello sviluppo della professionalità e della carriera e nelle situazioni di mobilità ed hanno,quindi, lo scopo di rimuovere gli ostacoli che di fatto impediscono la realizzazione delle pari opportunità.
Ella si adopera, inoltre, a raccogliere e analizzare, in collaborazione con l'Agenzia per il Lavoro, i rapporti sulla situazione del personale inviati dalle aziende con più di 100 dipendenti in base all'art. 9 della legge 125/1991.
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